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Ticino

Cadenazzo, semafori tra code e polemiche: l’USTRA promette tempi di percorrenza ridotti del 30%

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I nuovi impianti semaforici sul Piano di Magadino continuano a far discutere. Dopo le proteste degli automobilisti, l’Ufficio federale delle strade difende il progetto e prevede miglioramenti importanti entro il 2028. Ma resta aperta la questione del voto popolare del 2019.

CADENAZZO – I nuovi semafori lungo la strada tra Cadenazzo e Quartino continuano a dividere automobilisti, residenti e autorità. Il progetto dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), avviato a fine agosto, mira a migliorare la sicurezza e la fluidità del traffico su uno degli assi stradali più frequentati del Canton Ticino.

A riportare l’attenzione sulla vicenda è stata la trasmissione Patti chiari della RSI, andata in onda venerdì 16 ottobre, che ha raccolto testimonianze di cittadini e spiegazioni dei responsabili del progetto.

Code e rallentamenti dopo l’attivazione

I primi semafori sono entrati in funzione il 29 agosto 2026 agli incroci di via Camoghè, Al Ponte e Cadenazzo centro.

Nelle settimane successive diversi automobilisti hanno denunciato rallentamenti e tempi di percorrenza più lunghi rispetto al passato, soprattutto negli orari di maggiore traffico.

Alcuni conducenti intervistati dalla RSI hanno raccontato di impiegare molto più tempo per attraversare il comparto rispetto alla situazione precedente.

Tra le modifiche più discusse figura anche il nuovo obbligo di svolta a destra per chi proviene da via Ala Campagna, conosciuta come Stradonino.

La disposizione ha suscitato critiche in particolare per le difficoltà di manovra dei mezzi pesanti e degli autobus.

L’USTRA: situazione migliorata a ottobre

L’Ufficio federale delle strade ha riconosciuto che la prima fase di funzionamento non è stata priva di difficoltà.

Secondo quanto spiegato dal responsabile del progetto Italo Broggini alla RSI, nei primi giorni si sono verificati problemi legati anche al funzionamento dei sensori e alla regolazione degli impianti.

L’USTRA sostiene tuttavia che, dopo gli interventi correttivi, la situazione si sia progressivamente stabilizzata.

In base ai dati presentati dall’autorità federale, all’inizio di ottobre i tempi di percorrenza erano tornati sostanzialmente in linea con quelli registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Previsto un investimento di 40 milioni

Il progetto complessivo ha un costo stimato di circa 40 milioni di franchi.

Di questi, circa 8 milioni sono destinati agli impianti semaforici, mentre i restanti 32 milioni riguardano gli interventi di sistemazione della rete stradale.

L’obiettivo è migliorare il traffico lungo un collegamento utilizzato quotidianamente da quasi 30mila veicoli.

I lavori procederanno per fasi e dovrebbero concludersi entro la fine del 2027.

Secondo le previsioni dell’USTRA, una volta completato il sistema, nel 2028 i tempi di percorrenza durante le ore di punta potrebbero diminuire di circa il 30%.

Si tratta però di una stima e non di un risultato già raggiunto.

Il precedente del referendum del 2019

A rendere la vicenda particolarmente controversa è anche il risultato della votazione popolare del 19 maggio 2019.

In quell’occasione circa il 73% dei votanti ticinesi aveva respinto un progetto cantonale che prevedeva l’introduzione di semafori al posto delle rotonde sul Piano di Magadino.

Successivamente, nel 2020, la strada è passata sotto la responsabilità della Confederazione, che ha sviluppato il nuovo progetto.

Le differenze tra il piano allora respinto e l’attuale intervento federale non hanno però eliminato le perplessità di una parte della popolazione.

Bisognerà attendere il 2028

La questione è arrivata anche a livello politico, con richieste di chiarimento sia al Governo cantonale sia alle autorità federali.

Per il momento, la posizione dell’USTRA è che il funzionamento definitivo del sistema potrà essere valutato soltanto dopo la conclusione di tutti gli interventi.

Resta quindi aperta una domanda: i nuovi semafori riusciranno davvero a rendere più scorrevole il traffico tra Bellinzona e Locarno?

La risposta arriverà soprattutto dai dati raccolti nei prossimi anni e dall’esperienza quotidiana degli automobilisti.


Fonti:

  1. RSI – Patti chiari, «Cadenazzo, si accendono semafori… e proteste», 16 ottobre 2026.
    https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/patti-chiari/Cadenazzo-si-accendono-semafori%E2%80%A6-e-proteste–4160668.html
  2. Ufficio federale delle strade (USTRA) – «A13 Cadenazzo: prima attivazione di alcuni impianti semaforici», 27 agosto 2026.
    https://www.astra.admin.ch/de/a13-cadenazzo-prima-attivazione-di-alcuni-impianti-semaforici

Fonte immagine: illustrazione generata con intelligenza artificiale per Punto Ticino News, ottobre 2026. Immagine rappresentativa del traffico stradale, non una fotografia reale dei semafori di Cadenazzo.

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