Il presidente americano sospende l’applicazione di nuove pesanti sanzioni contro Mosca e scatena la rabbia di democratici e repubblicani. Zelensky denuncia un segnale pericoloso, mentre l’Ucraina continua a subire attacchi. Dietro la decisione, anche il caro energia e gli interessi economici degli Stati Uniti.
WASHINGTON – Una decisione che rischia di cambiare nuovamente gli equilibri della guerra in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di sospendere l’applicazione di un importante pacchetto di nuove sanzioni economiche contro la Russia, provocando forti critiche persino all’interno del suo stesso partito.
Il provvedimento, firmato venerdì 16 ottobre 2026, riguarda le misure previste dal cosiddetto Graham Act, una legge approvata dal Congresso americano con un ampio sostegno bipartisan per aumentare la pressione economica sul Cremlino.
La scelta arriva in un momento particolarmente delicato, mentre le forze russe continuano a colpire le infrastrutture energetiche ucraine e milioni di cittadini si preparano ad affrontare un altro inverno di guerra.
Una legge approvata, ma le nuove sanzioni vengono fermate
Il pacchetto legislativo prevedeva pesanti restrizioni nei confronti della Russia, comprese misure contro banche, funzionari e operatori del settore energetico.
Era inoltre previsto un forte aumento dei dazi, con possibili penalizzazioni per i Paesi che continuano ad acquistare petrolio e gas russo.
Trump ha però utilizzato una clausola della legge che consente al presidente di concedere deroghe quando ritiene che siano nell’interesse nazionale degli Stati Uniti.
La sospensione riguarda le nuove misure previste dalla legislazione e non significa che tutte le precedenti sanzioni americane contro Mosca siano state eliminate.
La rabbia arriva anche dai repubblicani
La decisione ha provocato una reazione insolita a Washington: alcuni parlamentari repubblicani si sono schierati apertamente contro il presidente.
Il senatore Thom Tillis ha criticato duramente il provvedimento, ricordando che la legge era stata approvata al Senato con 86 voti favorevoli e 11 contrari.
Anche il repubblicano Rick Scott ha ribadito l’importanza di mantenere la pressione economica sulla Russia, considerata responsabile dell’invasione dell’Ucraina.
Sul fronte democratico, Elizabeth Warren e altri parlamentari hanno accusato la Casa Bianca di indebolire gli sforzi per fermare l’aggressione russa.
Il Congresso si trova però in pausa fino a dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre, rendendo difficile una risposta legislativa immediata.
Zelensky teme un vantaggio per Mosca
La reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stata particolarmente dura.
Secondo Kyiv, rinunciare a nuove pressioni economiche rischia di incoraggiare il Cremlino e di rendere ancora più difficile il raggiungimento di una pace duratura.
La tensione diplomatica cresce mentre la Russia continua i bombardamenti contro la rete energetica ucraina.
Secondo le autorità ucraine, i recenti attacchi hanno interessato numerose infrastrutture e causato nuove vittime civili.
Per l’Ucraina, l’eventualità di un indebolimento del sostegno americano rappresenta una preoccupazione concreta, soprattutto in vista dei mesi invernali.
Dietro lo scontro c’è anche il prezzo del carburante
La vicenda non riguarda soltanto la guerra.
Gli Stati Uniti stanno affrontando forti pressioni legate ai prezzi dell’energia, aggravate dalle tensioni internazionali e dal conflitto con l’Iran.
L’amministrazione Trump ha inoltre annunciato un accordo per aumentare le forniture di diesel russo, con una prima quantità prevista superiore a 300mila tonnellate.
Un’intesa che ha alimentato ulteriormente le polemiche, considerando che le esportazioni energetiche rappresentano una fonte importante di entrate per Mosca.
La Casa Bianca difende la necessità di considerare le conseguenze economiche delle sanzioni, mentre i critici sostengono che alleggerire la pressione possa favorire gli interessi russi.
Rubio: fino a 60 giorni per decidere
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha spiegato che Trump intende utilizzare un periodo fino a 60 giorni per valutare gli effetti economici delle nuove misure.
L’obiettivo dichiarato è comprendere le conseguenze delle sanzioni e dei dazi sull’economia americana e sui mercati internazionali.
Non è quindi ancora chiaro quali restrizioni verranno effettivamente applicate al termine di questa valutazione.
Una scelta che riguarda anche l’Europa
La sospensione delle nuove sanzioni pone interrogativi anche agli alleati europei degli Stati Uniti.
Se Washington dovesse mantenere una linea meno dura nei confronti della Russia, i governi europei potrebbero trovarsi davanti a nuove difficoltà nel coordinamento delle proprie politiche economiche e diplomatiche.
Anche per la Svizzera, che applica numerose sanzioni collegate alla guerra in Ucraina, l’evoluzione delle decisioni internazionali rimane un tema da seguire con attenzione.
Non è però stata annunciata, in relazione a questa decisione americana, una modifica automatica delle sanzioni svizzere.
Il punto più delicato: chi pagherà il prezzo della decisione?
La questione fondamentale resta aperta: la sospensione delle sanzioni contribuirà a una soluzione diplomatica oppure ridurrà la pressione su Mosca proprio mentre la guerra continua?
Da una parte, Washington sostiene la necessità di valutare le ripercussioni economiche delle nuove misure. Dall’altra, Kyiv e diversi parlamentari americani temono che concedere più spazio economico alla Russia possa prolungare il conflitto.
In mezzo ci sono milioni di cittadini ucraini, ancora esposti ai bombardamenti e alle conseguenze di una guerra che dura ormai da oltre quattro anni.
Una cosa è certa: la decisione americana ha aperto uno scontro politico che va ben oltre Washington e rischia di pesare sui rapporti tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa.
FONTI
- Casa Bianca – Ordine esecutivo sull’attuazione del Graham Act, 16 ottobre 2026.
https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/10/implementing-the-lindsey-o-graham-sanctioning-russia-and-iran-act-of-2026/ - Reuters – «Rubio says Trump to take up to 60 days to weigh Russia sanctions», 18 ottobre 2026.
https://www.reuters.com/world/us/rubio-says-trump-take-up-60-days-weigh-russia-sanctions-2026-10-18/ - Associated Press – Le reazioni del Congresso americano alla sospensione delle sanzioni, 17 ottobre 2026.
https://apnews.com/article/3cc9740c39e9e9eb713b1c553b5709e6 - Associated Press – Le dichiarazioni di Zelensky e gli ultimi attacchi russi, 17 ottobre 2026.
https://apnews.com/article/07e1dfc41bdad7b3292c6c263005fabc
FONTE IMMAGINE
Illustrazione editoriale originale generata con intelligenza artificiale per Punto Ticino News, ottobre 2026. Immagine simbolica, non raffigurante un evento reale.





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